La teoria del piccolo mondo

2008-07-30 | Tags:

Secondo la teoria del piccolo mondo o dei sei gradi di separazione, ogni persona è connessa a un’altra attraverso un massimo di sei passaggi. Vale a dire che, attraverso l’amico di un amico di un amico di un amico di un amico è possibile “raggiungere” chiunque.

Oggi questa teoria trova applicazione constantemente nei social network, dove gli utenti cercano informazioni di lavoro o di svago. E le trovano con sei – forse meno – click. Infatti, se gli amici veri si contano sulle dita di una mano, quelli virtuali raggiungono, e molto spesso superano, numeri a tre cifre.

Merito dei social network, luoghi di contatto online dove è possibile ristabilire un rapporto con persone di cui si erano perse le tracce. E dove si possono anche fare nuove conoscenze. La moda di entrare a far parte di un social network si è ben presto trasformata in un’esigenza primaria: secondo una ricerca commissionata da AssoComunicazione, infatti, in Italia sono quasi 2 milioni gli utenti di comunità virtuali.

I rischi

Quello dei è un modello che si è imposto in maniera rapida e decisa. Tanto da richiamare l’attenzione del Garante per la privacy, Francesco Pizzetti, che  nella sua ultima relazione sull’attività svolta ha lanciato un monito ai giovani “che usano queste tecnologie con spensieratezza e inconsapevolezza”.

Secondo Pizzetti le informazioni personali condivise online rischiano di restare nella Rete per sempre e di causare – in un futuro non troppo remoto – danni per i giovani nel momento dell’accesso al lavoro. In sostanza: meglio evitare di affidare a Internet le proprie informazioni personali e le proprie immagini se non si vuole rischiare che tutti sappiano dove si è stati in vancanza, qual è il proprio drink preferito, con chi ci si è visti la sera prima e dove.

Presto ci ritroveremo con ladri che si abbonano a servizi come Twitter per tenere sotto controllo la propria vittima e per sapere dove sta andando quest’ultima e quanto è il momento giusto per colpire. Non si tratta di esasperazione del problema: è solo una conseguenza fisiologica, come lo è stata la bomba atomica dopo la pubblicazione della Relatività Ristretta di Albert Einstein.

L’iscrizione

Eppure stando ai numeri degli utenti, sembra proprio che la raccomandazione del Garante sia destinata a passare inosservata. Ogni giorno centinaia di persone decidono di iscriversi o di accettare l’invito di un amico a uno dei tanti , vere e proprie isole abitate da persone nel mare magnum di Internet. Una volta iscritti, si può scegliere di personalizzare il proprio account con varie informazioni: stato civile, città di residenza, scuole frequentate, società per cui si lavora, religione professata eccetera. Oltre che per arricchire la propria pagina, queste notizie servono per farsi trovare. E così, giorno dopo giorno, la lista di “amici” si allunga sempre di più. Ne fanno parte gli ex compagni di scuola o di università, i colleghi di lavoro, gli amici veri e gli amici degli amici.

Le funzioni

La rubrica si allunga anche grazie alle funzioni offerte dai che permettono agli utenti di interagire con sconosciuti. Su MySpace, per esempio, si possono scambiare canzoni attraverso un juke box personale. Su Facebook c’è addirittura un “market”, ossia una bacheca in cui lasciare o consultare annunci per la ricerca di casa, di lavoro, di oggetti vari o altre inserzioni.

Il sito Badoo permette di creare un proprio reportage con foto, video e testi e di condividerlo con gli altri utenti. Soprattutto i giovani, poi, sono attratti dalla possibilità di votare le foto dei vari profili presenti. Mentre per chi vuole acquisire una maggiore visibilità c’è la funzione Scala la vetta che permette di salire le varie graduatorie dei risultati nelle ricerche.

Linkedin, invece, ha un utilizzo prettamente lavorativo: viene usato per scambiarsi informazioni e lavorare su progetti comuni, ma anche per mettere sul mercato la propria professionalità.

Molto più esclusivo è Asmallworld, che vanta utenti come Quentin Tarantino, Neomi Campbell, Emanuele Filiberto di Savoia e i reali di Montecarlo. Qui l’iscrizione è strettamente soggetta a un invito. Un club privato per pochi eletti che si scambiano informazioni sulle feste più “in”, sui ristoranti più alla moda e sugli hotel più lussuosi.