Il web si evolve nei microformati
Il web comincia ad essere pieno zeppo di informazioni. Troppe informazioni che il più delle volte è difficile filtrare anche a causa dell’incompetenza di molti di coloro che scrivono per il web.
Una riorganizzazione strutturale del web è impensabile sia dal punto di vista dei costi che dal punto di vista dei tempi. Occorre utilizzare strumenti già presenti nelle infrastrutture del web, così da azzerare i costi e da accelerare i tempi.
Su questi presupposti sono nati i microformats (o microformati).

I microformats sono, prima di ogni cosa, dei modus mentis: ciò significa che, prima di ogni altra cosa, occorre pensare alle informazioni e al loro scopo all’interno dei nostri documenti (X)HTML.
Si basano su parole chiavi da inserire in alcuni attributi tipici dei tag. Queste parole chiavi avranno lo scopo di indicare lo scopo dell’informazione: questo ovviamente ai software sviluppati per interpretare tali parole chiavi.
I microformats non sono dei linguaggi di programmazione o nuovi linguaggi di markup. Come si è detto precedentemente, questi si appoggiano alle infrastrutture web già esistenti e sfruttano la possibilità di inserire informazioni all’interno di attributi di tag.
Per fare un esempio, immaginiamo di voler inserire all’interno di una pagina web un indirizzo. Un stralcio di codice (X)HTML potrebbe essere il seguente:
Il codice sopra, se si vuole adottare il microformat hCard (che ha lo specifico compito di descrivere le persone), lo si dovrà modificare nel seguente modo:
Analizzando il codice si può vedere che il microformat hCard aggiunge degli valori l’attributo class di ogni tag. In generale i microformats sfruttano gli attributi class, rel e rev propri dell’(X)HTML.
Esistono già molti software sia web-based che client che, dato un indirizzo web, riescono a scandagliare le pagine alla ricerca di dati organizzati in microformats. Questo permette di creare rubriche, calendari e quant’altro in maniera totalmente dinamica.
Gira addirittura voce che, alcuni motori di ricerca, stiano modificando i loro spider per renderli “sensibili” ai microformats utili ad una migliore indicizzazione del sito.
A breve provvederò anche io ad una riscrittura del codice di questo sito, magari anche con una nuova grafica più snella. Mano a mano scriverò nuovi articoli più dettagliati sull’argomento.
















Resto in attesa di novità sui microformati: mi interessano sia per Science Backstage, sia per il mio blog personale.
Alla prossima,
Gianluigi!