Quanta anidride carbonica (CO2) emette il tuo sito?
Anche il web contribuisce all’inquinamento, all’emissione di anidride carbonica o, più correttamente, all’emissione di diossido di carbonio.
Certo, questo non avviene perché qualcosa viene bruciato o procuriamo una combustione di qualcosa. L’emissione di CO2 viene procurata indirettamente e secondo un ragionamento molto semplice.
Ogni volta che un utente visualizza un sito scatena degli eventi, ognuno dei quali contribuisce all’emissione di CO2.
Vediamo nel dettaglio quali sono e come poter calcolare il grado di emissione del nostro sito.
Dicevamo, ogni qual volta un utente visualizza un sito, questi crea un certo grado di stress sia al computer utilizzato che al server che poi soddisferà la richiesta. Questo stress viene tradotto in un consumo superiore di energia elettrica.
Per creare l’energia elettrica, le compagnie che distribuiscono energia bruciano combustibile che immette nell’atmosfera biossido di carbonio, il quale contribuisce al riscaldamento globale del pianeta. Ovviamente per soddisfare il fabbisogno crescente di energia, occorre bruciare più combustibile, ergo, inquinare di più.
Ogni singolo sito produce uno stress relativamente basso, ma tutti, nell’insieme, fanno un grande aumento della produzione dell’energia elettrica.
Come monitorare il grado di emissione di CO2 del nostro sito?
Esiste un servizio, The CO2Stats Project, che è in grado di calcolare quanto un sito consuma in termini di energia elettrica e di conseguenza, quanto diossido di carbonio viene prodotto dalla consultazione di ogni singola pagina del nostro sito.
Con un semplice JavaScript da implementare nelle nostre pagine, possiamo tenere sotto controllo questo consumo e contribuire, in qualche modo, a rendere Internet amico dell’ambiente.
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