Perché hanno bisogno del blog per realizzarsi?
Si è scatenato il putiferio in rete da quando su Porta a porta di Bruno Vesta, un programma televisivo che va in onda su Rai 1, si è creata un’uguaglianza concettualmente errata.
In studio ci sono i soliti personaggi che sanno tutto o presumono di sapere tutto. Tra gli altri c’è anche una donna distinta, una certa Alessandra Graziottin (che tra l’altro è una ginecologa ma si esprime su concetti informatici) che definisce il blog e la rete, ma che facendolo dimostra una ignoranza abbastanza profonda.
Sebbene molte delle cose che hanno denunciato siano quasi verosimili, è altrettanto vero che non è possibile mettere sullo stesso piano un/a blog-writer ed un/a prostituto/a.
Prima di leggere l’articolo consiglio di visionare la parte della puntata presa in esame, disponibile direttamente su qui su YouTube.
Come si diceva, quello che sta alla base di questa congettura è una profonda ignoranza, che Bruno Vespa ha ammesso subito ed a più riprese, mentre qualcun altro ha ritenuto di poter colmare con concetti filosofici inconcludenti e basati sull’assunto che si conosce qualcosa che in realtà non si conosce.
Una delle tante definizioni del blog è che si tratta di un diario multimediale fruibile in parte o interamente dali inter-nauti. Già questa definizione fa comprendere che in realtà, i problemi sociali riscontrabili nel blog sono riproponibili anche a coloro che hanno un diario segreto.
Certo, col blog il problema si amplifica notevolmente anche perché, se prima il problema era la psicologia di chi scriveva il diario, oggi a questo problema va aggiunto il fatto che anche chi legge il blog ha una sua psicologia.
Il blog tuttavia si è evoluto. Molti blog si sono specializzati, alcuni blog sono diventati mezzo di informazione e di divulgazione. Alcune aziende scelgono di utilizzare un proprio blog per far conoscere l’ambiente aziendale all’esterno. In realtà il blog è oggi diventata una zona franca dove chiunque si sente libero di scrivere quello che vuole.
Per altre definizioni: http://it.wikipedia.org/wiki/Blog
Talvolta però alcuni ignorano un concetto che è alla base della vita: la mia libertà finisce quando inizia la libertà di un altro. A causa di questi “alcuni” si creano i pregiudizi, che sommati alla disinformazione e al gap generazionale-tecnologico, creano un cocktail in grado di criminalizzare anche cose che sostanzialmente fanno bene: i blog.
Pensiamo ad esempio a Wikipedia. Il Wiki è un sistema che si evolve dal concetto di articolo e commento, il concetto portante del blog. Università e centri di ricerca di tutto il mondo sfruttano sistemi collaborativi come i Wiki, i forum ed i blog per convogliare le conoscenze di scienziati e ricercatori di tutto il mondo.
Tornando al programma televisivo, ad un certo punto un padre collegato in diretta dice che il figlio, pur avendogli lasciato la “password” per collegarsi al suo blog, lo visitava saltuariamente. Ovviamente non si tratta della password, ma dell’indirizzo web o URL. Questa è ancora una dimostrazione della totale ignoranza del mondo web.
Uno psichiatra in studio, un certo Alessandro Meluzzi, ad un certo punto dice una profonda verità (forse l’unica cosa sensata che dice sull’argomento), che poi è una delle motivazioni per cui alcuni scelgono di utilizzare i blog, ma più in generale internet (visto che si fa massiccio uso anche di posta elettronica, instant messaging, per poi arrivare ai cellulari), per scopi a sfondo sessuale con tutti i rischi connessi. Questi dice:
Visibilità è diventato un fenomeno passivo … colui che viene visto da più persone.
Molti si rifugiano sul web, sui blog, sui forum, sulle chatroom, su Second Life, per evadere dalla vita. Per imporsi, per far sapere agli altri che esistono. Certo, non tutti lo fanno, ma molti di quelli che “popolano” il web sono spinti da questi sentimenti.
Dovrebbero farsi un esame di coscienza coloro che vivono vicino a questi individui e che li fanno sentire soli, inutili, talmente tanto da doversi affidare a dagli sconosciuti per provare emozioni, talvolta in maniera del tutto incosciente.
Molte delle cose dette in trasmissione sono inesatte, per non dire sbagliate, se dette in un contesto generalizzante. Se si va nello specifico di alcuni individui, posso anche avere ragione, ma parlare in maniera astratta dicendo che si apre un blog perché non si riesce ad andare nei reality televisivi è un po’ troppo pretenzioso. Onestamente ho sempre sotto-stimato coloro che partecipano ai reality, quindi figuriamoci se li ammiro.
Per concludere, perché alcuni giovani hanno bisogno del blog per realizzarsi? La risposta sono più di una.
- Se il blog è qualunquistico e si parla di cose fin troppo personali, è perché il giovane non può sfogare i propri sentimenti con qualcuno di fiducia nella vita reale, quindi il blog può diventare una valvola di sfogo sempre disponibile.
- Se il blog ha un senso e tratta argomenti utili, allora la realizzazione deriva dal fatto che gli articoli vengono presi in considerazione ed apprezzati. A quel punto il giovane fa esattamente quello che fa un giornalista, forse anche un pò meglio.
- Se il blog è pieno di immagini porno, oscene, offensive e quant’altro, è giusto che l’autorità vigili e prenda provvedimenti: questo non è blog e non ci si può appellare alla libertà di “informazione”.
I casi sono tanti, i genitori, la famiglia e gli amici hanno delle responsabilità… ma non vengano a dire che blog = prostituzione!











A proposito di ignoranza
http://www.demauroparavia.it/25981
Mi sembra un po’ esagerato darmi dell’ignorante per un errore ortografico (di distrazione e dovuto al fatto che ho utilizzato molto il termine “concetto”).
Ti ho pubblicato giusto per farti felice!
Darti dell’ignorante??
Sei fuori strada, non seguirei il tuo blog altrimenti, non credi?
Ti ringrazio per la concessione, volevo solo rendere “perfetto” il tuo post, che condivido.
A presto.
Dai Fabio stavo scherzando…grazie per avermi fatto notare l’errore, che come avrai notato ho prontamente corretto.
No problem, continuerò a lurkarti.