Gravatar, una identità web 2.0

2007-12-10 | Tags: , ,

DarCas Gravatar Fino a poco tempo fà, l’identità su internet era affidata al nickname. Tuttavia, a causa della crescente popolazione della rete, il nickname non può essere più ritenuto un segno di riconoscimento (salvo casi eccezionali).

Per ovviare a questo problema, nacque il concetto di . Con l’avatar, oltre a scegliere il nickname, si sceglie anche un immagine; così si creare un personaggio virtuale.

Per la creazione di un avatar è propedeutica una registrazione (su di un sito, un blog, una community o quant’altro); visto che di siti a cui occorre registrarsi possono essere tanti, il problema di fondo è che ogni eventuale modifica al nostro avatar, dovrebbe essere replicato in ogni sito/community in cui abbiamo creato il nostro avatar.

Numerosi siti, inoltre, specialmente i blog, non richiedono una iscrizione per poter lasciare un messaggio o un commento (questo anche a causa delle leggi moderne che regolano la privacy).

Tuttavia, una cosa è possibile tenere sotto controllo: l’indirizzo e-mail del navigatore; ed è proprio su questo che si basa il concetto di Gravatar.

Ogni volta che facciamo una qualsiasi operazione in internet – ci registriamo ad un sito o lasciamo semplicemente un messaggio su di un blog – abbiamo un dovere imprescindibile: dobbiamo inserire il nostro indirizzo e-mail.

Gravatar non fa altro che associare un immagine ad un indirizzo e-mail.

Il termine Gravatar sta per Globally Recognized Avatars. Indicando un nostro indirizzo e-mail, il sistema invierà una e-mail di conferma (per verificare che siamo i proprietari della casella di posta). Confermato il tutto, avremo la possibilità di gestire tutti i nostri indirizzi e-mail e di associare ad ognuno d’essi una immagine.

Quando decideremo di cambiare l’immagine, non dovremmo far altro che accedere al nostro accout sul sito e cambiarla: la modifica interesserà istantaneamente tutti i siti che supportano Gravatar.

L’implementazione tecnica è molto semplice, anche a livello di codice.

Il Gravatar è un immagine dinamica che può essere recuperata facendo una richiesta GET ad un server. L’url di riferimento è:

http://www.gravatar.com/avatar.php?

Il primo parametro da inviare è l’e-mail, che ovviamente non sarà inviato in chiaro, ma bensì crittografato in MD5:

gravatar_id=3e27f3d267c2acb51647eb0760c2f689

Poi andiamo ad indicare la dimensione in pixel dell’immagine che desideriamo (l’immagine Gravatar è sempre un quadrato, percui indichiamo la dimensione di un solo lato e non può essere superiore a 80 pixel):

&size=40

C’è poi un parametro che permette di selezionare il genere di immagini che vogliamo visualizzare sul nostro sito. Utilizza quattro sequenze di caratteri:

  • X: immagini che possono contenere scene hard, esplicite o violenti;
  • R: immagini che possono contenere scene profane, violente, nudità;
  • PG: immagini che possono contenere gesti volgari, provocatori. volgarità o istigare alla violenza;
  • G: immagini che possono essere visualizzate su qualsiasi sito e con ogni tipo di visitatore.

Per cui, salvo casi rari, potremmo aggiungere il seguente paramentro:

&rating=G

Visto che non tutti hanno un Gravatar, può essere comodo visualizzare un immagine di default invece di un quadrato vuoto. Per fare questo c’è un ulteriore parametro:

&default=http://foo.tld/default_gravatar.png

Una sola riga per creare qualcosa di veramente simpatico: permettere ai nostri utenti di avere un identità e senza chiedere una sola informazione in più. Con pochi caratteri come questi (che è il mio Gravatar) possiamo rendere più piacevole la user-experiece del nostro sito:

http://www.gravatar.com/avatar.php?gravatar_id=3e27f3d267c2acb51647eb0760c2f689&rating=PG&size=35

Anche questo è Web 2.0!

Uno stralcio di codice php, per chiudere l’argomento, potrebbe essere il seguente:

e nell’HTML faremo così:

Niente di più semplice!

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