Gravatar, una identità web 2.0
Fino a poco tempo fà, l’identità su internet era affidata al nickname. Tuttavia, a causa della crescente popolazione della rete, il nickname non può essere più ritenuto un segno di riconoscimento (salvo casi eccezionali).
Per ovviare a questo problema, nacque il concetto di Avatar. Con l’avatar, oltre a scegliere il nickname, si sceglie anche un immagine; così si creare un personaggio virtuale.
Per la creazione di un avatar è propedeutica una registrazione (su di un sito, un blog, una community o quant’altro); visto che di siti a cui occorre registrarsi possono essere tanti, il problema di fondo è che ogni eventuale modifica al nostro avatar, dovrebbe essere replicato in ogni sito/community in cui abbiamo creato il nostro avatar.
Numerosi siti, inoltre, specialmente i blog, non richiedono una iscrizione per poter lasciare un messaggio o un commento (questo anche a causa delle leggi moderne che regolano la privacy).
Tuttavia, una cosa è possibile tenere sotto controllo: l’indirizzo e-mail del navigatore; ed è proprio su questo che si basa il concetto di Gravatar.
Ogni volta che facciamo una qualsiasi operazione in internet – ci registriamo ad un sito o lasciamo semplicemente un messaggio su di un blog – abbiamo un dovere imprescindibile: dobbiamo inserire il nostro indirizzo e-mail.
Gravatar non fa altro che associare un immagine ad un indirizzo e-mail.
Il termine Gravatar sta per Globally Recognized Avatars. Indicando un nostro indirizzo e-mail, il sistema invierà una e-mail di conferma (per verificare che siamo i proprietari della casella di posta). Confermato il tutto, avremo la possibilità di gestire tutti i nostri indirizzi e-mail e di associare ad ognuno d’essi una immagine.
Quando decideremo di cambiare l’immagine, non dovremmo far altro che accedere al nostro accout sul sito e cambiarla: la modifica interesserà istantaneamente tutti i siti che supportano Gravatar.
L’implementazione tecnica è molto semplice, anche a livello di codice.
Il Gravatar è un immagine dinamica che può essere recuperata facendo una richiesta GET ad un server. L’url di riferimento è:
http://www.gravatar.com/avatar.php?
Il primo parametro da inviare è l’e-mail, che ovviamente non sarà inviato in chiaro, ma bensì crittografato in MD5:
gravatar_id=3e27f3d267c2acb51647eb0760c2f689
Poi andiamo ad indicare la dimensione in pixel dell’immagine che desideriamo (l’immagine Gravatar è sempre un quadrato, percui indichiamo la dimensione di un solo lato e non può essere superiore a 80 pixel):
&size=40
C’è poi un parametro che permette di selezionare il genere di immagini che vogliamo visualizzare sul nostro sito. Utilizza quattro sequenze di caratteri:
- X: immagini che possono contenere scene hard, esplicite o violenti;
- R: immagini che possono contenere scene profane, violente, nudità;
- PG: immagini che possono contenere gesti volgari, provocatori. volgarità o istigare alla violenza;
- G: immagini che possono essere visualizzate su qualsiasi sito e con ogni tipo di visitatore.
Per cui, salvo casi rari, potremmo aggiungere il seguente paramentro:
&rating=G
Visto che non tutti hanno un Gravatar, può essere comodo visualizzare un immagine di default invece di un quadrato vuoto. Per fare questo c’è un ulteriore parametro:
&default=http://foo.tld/default_gravatar.png
Una sola riga per creare qualcosa di veramente simpatico: permettere ai nostri utenti di avere un identità e senza chiedere una sola informazione in più. Con pochi caratteri come questi (che è il mio Gravatar) possiamo rendere più piacevole la user-experiece del nostro sito:
http://www.gravatar.com/avatar.php?gravatar_id=3e27f3d267c2acb51647eb0760c2f689&rating=PG&size=35
Anche questo è Web 2.0!
Uno stralcio di codice php, per chiudere l’argomento, potrebbe essere il seguente:
e nell’HTML faremo così:
Niente di più semplice!















